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23 Marzo 2026 · News

Normativa colonnine elettriche aziendali 2026: obblighi, bonus e novità fiscali

Revisione editoriale: . Le condizioni riportate vanno verificate prima dell’acquisto o dell’attivazione.

Negli ultimi anni le auto elettriche sono passate dall’essere una curiosità tecnologica a una presenza sempre più diffusa nelle nostre città. Ma c’è un aspetto che spesso si sottovaluta: perché la mobilità elettrica funzioni davvero, servono infrastrutture di ricarica diffuse anche nei luoghi di lavoro.

Installare una colonnina può essere una scelta di servizio oppure un adempimento, a seconda dell’edificio e del parcheggio. Non esiste un obbligo identico per tutte le aziende: occorre verificare destinazione d’uso, numero di posti, lavori previsti, accessibilità ed eventuali esclusioni.

Per orientarsi è utile separare tre temi: requisiti edilizi dell’infrastruttura, regole per chi vende il servizio di ricarica e condizioni degli incentivi. Questo articolo offre un quadro informativo: il progetto e gli adempimenti fiscali richiedono una verifica professionale sul caso concreto.

Vediamo quindi cosa prevede la normativa sulle colonnine elettriche aziendali nel 2026 e quali vantaggi possono derivare da una progettazione intelligente dell’infrastruttura di ricarica.

Obbligo colonnine 2026: la tua azienda è a norma?

Il quadro nazionale comprende il D.Lgs. 192/2005, articolo 4, comma 1-bis e il D.M. 28 ottobre 2025, allegato 1, capitolo 6. La direttiva europea EPBD 2024/1275 va distinta dalle disposizioni nazionali concretamente applicabili e dai relativi termini.

Per gli edifici non residenziali esistenti con più di 20 posti auto, il D.Lgs. 192/2005 ha previsto almeno un punto di ricarica entro il 1° gennaio 2025, fatte salve le esclusioni previste dalla norma. Tra queste rientrano gli edifici di proprietà di piccole e medie imprese e da esse occupati: non basta quindi contare i posti auto per stabilire l’obbligo.

Per edifici nuovi e ristrutturazioni importanti bisogna distinguere residenziale e non residenziale, parcheggi interni o adiacenti e opere coinvolte. Il decreto sui requisiti minimi del 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, contiene prescrizioni specifiche anche per l’accessibilità dei parcheggi. Il progettista deve individuare la tabella e la decorrenza applicabili, non applicare una percentuale unica a qualsiasi immobile.

Le prescrizioni presenti e le scadenze successive non sono intercambiabili. Per approfondire obblighi, destinatari e fonti consulta la guida alle normative sulla ricarica, verificando anche le disposizioni regionali e locali pertinenti.

Il consiglio, quindi, è semplice: limitarsi al minimo di legge può sembrare conveniente nel breve periodo, ma una progettazione lungimirante permette di evitare costosi interventi successivi, come dover rompere il parcheggio per installare nuovi cavi o potenziare l’impianto elettrico.

Novità fiscale 2026: la trasmissione telematica dei corrispettivi

La trasmissione dei corrispettivi delle ricariche segue regole specifiche: il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2025 riguarda le operazioni non documentate mediante fattura elettronica. La decorrenza delle operazioni dal 1° gennaio 2026 va distinta dall’apertura del servizio e dalle modalità transitorie di invio. Il comunicato dell’Agenzia del 3 giugno 2026 descrive l’avvio operativo.

Il semplice possesso della colonnina non basta a stabilire chi debba adempiere: vanno chiariti il soggetto che eroga e incassa il servizio, il contratto e i documenti fiscali emessi. I report di gestione non equivalgono, da soli, alla trasmissione fiscale dei corrispettivi. Questi aspetti vanno verificati con il proprio consulente e il fornitore del servizio.

Incentivi e bonus 2026 per le imprese

Gli incentivi non sono automatici né sempre aperti. Alla revisione di questo articolo il Bonus colonnine imprese e professionisti di Invitalia risulta chiuso: una pagina che descrive un bonus non dimostra la possibilità di presentare nuove domande.

La Nuova Sabatini del MIMIT sostiene investimenti in beni strumentali secondo requisiti specifici. L’ammissibilità della colonnina e delle singole spese va verificata prima dell’ordine, insieme a termini, fondi e cumulabilità. Non presentiamo contributi o crediti d’imposta come acquisiti per qualsiasi installazione.

Il fotovoltaico può contribuire all’alimentazione delle ricariche quando produzione e utilizzo coincidono, oppure attraverso un accumulo idoneo. Il beneficio dipende dal progetto e dai consumi: non significa energia senza costi né un obbligo generalizzato per ogni edificio oltre una singola soglia di superficie.

In altre parole, l’infrastruttura di ricarica non è solo una spesa, ma può diventare parte di una strategia energetica molto più ampia.

Perché scegliere le soluzioni MeCharge per la tua attività

Quando si parla di colonnine elettriche aziendali, non basta installare un dispositivo di ricarica. È necessario progettare un sistema capace di funzionare in modo efficiente nel tempo, integrandosi con l’impianto elettrico e con le esigenze operative dell’azienda.

Le soluzioni MeCharge sono progettate proprio con questo obiettivo: offrire alle imprese non solo hardware, ma un ecosistema completo di gestione della ricarica. Inoltre, le colonnine possono essere integrate nei principali network di ricarica, permettendo agli automobilisti elettrici di trovare facilmente il punto di ricarica tramite l’app dedicata. Questo può trasformare il parcheggio aziendale in un servizio aggiuntivo per clienti e visitatori.

MeCharge offre la piattaforma e il supporto al gestore. L’assistenza remota alle telefonate degli automobilisti è un servizio opzionale a pagamento. Consulenza hardware, installazione, manutenzione e interventi fisici devono essere definiti nella proposta: non sono automaticamente inclusi nel canone della piattaforma.

Pianificare la ricarica significa valutare insieme gli obblighi applicabili e il servizio da offrire a dipendenti, clienti e visitatori. La verifica normativa e tecnica precede l’attivazione commerciale.

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